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DISCOGRAFIA

Carmina burana (XIII sec.)

 

I Carmina Burana sono una delle più importanti sillogi di documenti poetici e musicali del Medioevo, raccolti nel Codex Latinus Monacenis. Il termine Carmina Burana è stato introdotto dallo studioso Johannes Andreas Schmeller nel 1847 in occasione della prima pubblicazione del manoscritto: in origine il manoscritto era infatti conservato nell'abbazia di Benediktbeureun (l'antica Bura Sancti Benedicti fondata attorno il 740 da San Bonifacio nei pressi di Bad Tölz in Baviera). Dal 1803, anno dell'entrata in vigore dell'editto napoleonico volto a secolarizzare i beni ecclesiastici, il manoscritto è conservato nella Biblioteca Nazionale di Baviera.

Carmina Burana

I testi dei Carmina Burana sono intervallati da notazioni morali e didattiche, sulla scia delle enciclopedie moralizzanti in uso nel Medioevo, e la varietà degli argomenti (specialmente religioso e amoroso ma anche profano e licenzioso) e delle lingue riassume le vicende degli autori, i clerici vagantes altrimenti detti goliardi (dal nome del mitico vescovo Golia) che usavano spostarsi tra le varie nascenti università europee.

Il manoscritto contiene in tutto 315 testi poetici scritti su 112 fogli di pergamena decorati con 8 miniature di cui una che rappresenta la Ruota della Fortuna (vedi la foto sopra). I componimenti sono per lo più anonimi anche se compaiono nomi celebri come Pietro Abelardo, Ugo d'Orleans, Gautin de Châtillon, Pierre de Blois, ecc.

Il codice fu concepito secondo un preciso piano strutturale in 5 sezioni:
1. Carmina Moralia: argomento satirico-morale (circa 50 testi),
2. Carmina Veris et Amoris: argomento amoroso (circa 130 testi),
3. Carmina Lusorum et Potatorum: canti conviviali e di libagione preceduti da testi satirici e conclusa da due drammi sacri (circa 50 testi),
4. Carmina Divina: argomento moralistico sacrale.

Tutte le liriche erano destinate al canto ma gli amanuensi nonhanno riportato sempre la notazione musicale (che è quella neumatica in campo aperto), ma alcune indicazioni musicali più precise sono ricavabili da altri manoscritti: in definitiva oggi ci rimane la musica di una cinquenatina di questi canti. Se la musica può essere ricostruita in base all'altezza dei suoni e del ritmo, nulla però sappiamo sugli strumenti da impiegare, il che lascia spazio ad una notevole libertà interpretativa.

 

Dischi consigliati

Le registrazioni di riferimento sono quelle realizzate negli anni '60 da Thomas Binkley alla guida dello Studio der Frühen Musik per Teldec (fuori catalogo) e da René Clemencic con il Clemencic Consort negli anni '70.

Una registrazione più recente è quella che ci offre il New London Consort diretto da Philip Pickett.

Carmina Burana

Clemencic Consort
dir. René Clemencic
Harmonia Mundi 63362
(3 CD)
track list

Oggi i Carmina Burana, ed in particolar modo il brano O Fortuna, sono noti soprattutto grazie al lavoro realizzato da Carl Orff nel 1937 che, sebbene affascinante, non si attiene alle indicazioni contenute nel codice e si tratta dunque di musica del Novecento, appoggiata su questi testi medievali in parte modificati e alla ricerca di un "sound medievale". Quanto detto non toglie comunque il notevole valore artistico dell'opera, che ha riscosso e continua a riscuotere ancora oggi il favore del pubblico.

La registrazione di riferimento dei Carmina Burana di Carl Orff è senz'altro quella interpretata dalla Orchestra of the Deutschen Oper Berlin diretta da Eugen Jochum, con i solisti Gundula Janowitz, Dietrich Fischer-Dieskau e Gerhard Stolze. Peraltro si tratta dell'unica edizione che alla sua uscita ebbe l'approvazione sottoscritta dell'autore.

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Carl Orff: Carmina Burana

cd

Orchestra of the Deutschen Oper Berlin, dir. Eugen Jochum
Deutsche Grammophone
"The Originals" 447 437-2

 

 

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