[ Compositori ] |
John Dowland
(1563? - 1626)
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John Dowland, compositore, liutista e cantore, nato nel 1562
e morto a Londra nel 1626.
Questo liutista, ammirato dai suoi contemporanei, condusse una
vita errante che nel 1580 lo portò a Parigi, al seguito
dell'ambasciatore inglese sir Henry Cobham. Dowland rimase tre
anni in Francia, convertendosi al cattolicesimo, e frequentando
molto probabilmente qualche illustre rappresentante della scuola
liutistica francese. A partire dal 1595 viaggiò nuovamente
in Germania, Italia e Danimarca, per tornare definitivamente a
Londra nel 1606.
Malgrado la sua popolarità presso i contemporanei, la
fama di Dowland cominciò a declinare in Inghilterra ancor
prima della sua morte, in parte forse per i lunghi soggiorni all'estero
e in parte per le trasformazioni stilistiche che fecero sembrare
la sua opera fuori moda.
Dovettero trascorrere tre secoli esatti prima che il musicologo
E. H. Fellowes rivalutasse la sua musica, raccogliendola in edizione
moderna e attendibile, rendendone possibile la piena comprensione
e il giusto apprezzamento. Oggi, dopo la pubblicazione dell'opera
completa, e le numerose incisioni discografiche, la fama di uno
dei più grandi compositori inglesi sembra ormai assicurata. |
Lachrimae or Seven Teares |

The Dowland Consort,
dir. Jackob Liendberg
BIS
CD-315
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La sua raccolta Lachrimae or Seaven Teares figured in Seaven
passionate Pavens, per cinque viole o violini e liuto, datata
1604, raccoglie 21 danze di grande originalità che si caratterizzano
per il colore malinconico, l'alta espressione poetica e la raffinata
sensibilità.
La composizione più conosciuta di questo lavoro fu senz'altro
la Pavana Lachrimae, famosa in tutta Europa e spesso ricorrente
nelle rappresentazioni teatrali inglesi. Dowland stesso la scrisse
in tre versioni: per liuto solo, per voce e liuto e per "mixed
consort", e altri compositori la adattarono per strumenti
diversi.
L'atmosfera dolente e stranamente lugubre che si crea all'ascolto
di queste Lachrimae esprime proprio quel lato del carattere incline
all'auto struggimento sul piano emotivo che induceva Dowland a
definirsi "semper dolens" e "infelice inglese".
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Le composizioni per solo liuto di Dowland a noi pervenute sono
molto più numerose di quelle di ogni altro compositore
inglese e comparvero su quasi tutti i manoscritti di musica per
liuto a partire dal 1595 ca., anche se poche ebbero l'onore della
stampa.
La loro gamma stilistica è immensa. Si passa da una concezione
meramente contrappuntistica con inserimento di elementi imitativi,
virtuosistici e ornamentali, come quella della malinconica Lachrimae
Antiquae Pavan, a motivi di danza più semplici e vivaci
dove al contrappunto subentrano invece accordi ripetuti e figurazioni
derivate dalla tecnica del liuto, mentre le fantasie fanno impiego
di cromatismi ed elementi di fuga.
Si può affermare di fronte a tanta versatilità
che le doti che caratterizzano gran parte della musica di Dowland
non sono tanto l'abilità tecnica e la fantasia quanto la
profondità e la sensibilità. |

Il consort inglese
Pavans, Galliards and Almains
(London, 1599) |
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Nonostante la sua biografia risulti in molti aspetti ancora
oscura, Anthony Holborne fu senz'altro uno tra i principali
esponenti del consort inglese, assai amato dai suoi contemporanei
tra cui John Dowland per la sua
abilità nel suonare liuto, cetra e bandora, strumenti
per i quali scrisse numerosi pezzi. Della raccolta Pavans,
Galliards, Almains and Other Short Aeirs per viole, violini
e altri strumenti a fiato, pubblicata a Londra nel 1599, non
sappiamo se fosse effettivamente realizzata per accompagnare
il ballo, oppure fosse una "musica da ballo più
per l'orecchio che per i piedi", come dichiarato in una
raccolta tedesca più tarda.
Significativa la struttura a programma di questa musica per
consort in cui si vede chiaramente emergere quel culto elisabettiano
della malinconia, come suggeriscono i titoli di composizioni
come The image of Melancholly, The Sighes. |
Links:
- The John Dowland
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