
Claudio Monteverdi |
laudio
Monteverdi nacque a Cremona nel maggio del
1567. Affidato dal padre - medico - alla scuola di Marc'Antonio
Ingegneri, pubblicò, a soli 15 anni, la sua prima raccolta
di Sacrae cantiunculae a tre voci. Nel 1584 compaiono
le Canzonette a tre voci: e dopo tre anni di intenso
lavoro, verosimilmente ancora sotto la guida dell'Ingegneri,
il grande editore veneziano Gardano gli pubblica il Primo
Libro dei Madrigali a 5 voci.
Del 1590 è il Secondo Libro ed in questo
stesso anno Monteverdi ottiene il suo primo incarico come
"suonatore di viola" presso la corte del Duca Vincenzo
Gonzaga in Mantova. Nei primi due anni di
soggiorno in questa città compone iI Terzo Libro
dei Madrigali che godrà - tra il 1594 ed II 1621
- di ben sette ristampe. Nel 1595 pare si debba collocare
il suo matrimonio con Claudla Cattaneo, cantante, anch'essa
al servizio del Gonzaga.
Tra II '95 ed II '99, Monteverdi accompagnerà due volte
il duca Vincenzo in viaggi lunghi e faticosi: il secondo del
quali, nelle Fiandre, non sarà tuttavia
privo di interesse musicale per iI giovane compositore, che
di questa sua esperienza terrà conto negli Scherzi
Musicali del 1607.
Nell'ottobre del 1600 è probabile che, sempre al
seguito del Gonzaga, si recasse a Firenze in occasione delle nozze di Enrico IV di Francia con Marla
de' Medici: viaggio di eccezionale importanza, che consenti
a Monteverdi di ascoltare la prima esecuzione dell'Euridice
di Jacopo Peri e di prendere contatto con l'ambiente della
"Camerata Fiorentina", e di vivere da vicino le
prime esperienze di quello "stile rappresentativo"
che egli porterà poi a mai più raggiunta perfezione.
Nominato nel 1601 "Maestro della musica" nella
corte mantovana, pubblicò nel 1603 II Quarto Libro
dei Madrigali e nel 1605 il Quinto Libro nel
quale, per la prima volta, compare accanto alle voci una parte
strumentale indipendente di basso continuo. Fosse un fermento
delle esperienze assimilate a contatto con la "Cametata
Fiorentina", fosse una autonoma determinazione, egli
conclude nel 1607 la composizione dell'Orfeo: l'opera
prodigiosa in cui, per la prima volta, tutti gli elementi
del teatro drammatico musicale (dalle voci all'orchestra)
raggiungono il vertice di una perfetta convergenza espressiva.
Il 10 settembre 1607 muore a Cremona la moglie Claudia, l'unico
e mal dimenticato amore della sua vita. Pochi giorni dopo
i funerali, il duca Vincenzo gli impone il ritorno a corte
per iniziare la composizione di una Arianna su libretto del Rinuccini, da rappresentarsi durante i festeggiamenti
per le nozze di Francesco Gonzaga con Margherita di Savoia.
Il 28 maggio 1608 l'opera va in scena con enorme successo.
Il 4 giugno successivo viene rappresentato il Ballo delle
Ingrate che ritroveremo tra i Madrigali Guerrieri et
Amorosi pubblicati nel 1638.
Trascorso un breve periodo di riposo e cura in Cremona, Monteverdi
rientra a corte e vi trascorre un periodo di relativa calma,
durante iI quale si dedica alla composizione della Messa
a sei voci, dedicata a Papa Paolo V e pubblicata a Venezia
nel 1610. Due anni dopo moriva Vincenzo Gonzaga e gli succedeva
il figlio Francesco che, nel luglio 1612, licenziava il suo
maestro di cappella.
Monteverdi lasciò la corte mantovana, dopo ventidue
anni di servizio, con un "benservito" e 25 scudi!
Un anno dopo (luglio 1613) muore a Venezia G.C. Martinengo, maestro di cappella della Serenissima, e
Monteverdi è chiamato a sostituirlo.
Nel 1614 viene pubblicato iI Sesto Libro dei Madrigali,
nel quale, tra l'altro, è compresa la celebre "Sestina"
in memoria di Caterina Martinelli cantatrice, nonché
la versione polifonica e il Lamento
d'Arianna. Nel 1616 compone, per incarico del duca
Ferdinando di Mantova, il balletto Tirsi e Clori che sarà pubblicato nel 1619 nel Settimo Libro
dei Madrigali. Tra il 1617 e il 1620, Monteverdi compone
un intermezzo Gli amori di Diana ed Endimione, alcune
musiche per le feste marinare di Venezia, e una Andromeda,
forse non finita mai, su testo del Marigliani. Di tutte queste
musiche nulla ci resta, salvo alcuni brani dell'Intermezzo
pubblicati (1641) nella Selva morale et spirituale.
E' del 1624 una delle composizioni monteverdiane più
importanti: iI Combattimento
di Tancredi e Clorinda, su testo tratto da La
Gerusalemme liberata" (già II Tasso gli aveva
offerto testi preziosi per iI Secondo e Terzo Libro dei Madrigali
e altri gliene offrirà in seguito).
Nel 1627, su libretto di Guido Strozzi, compone ancora per
la corte di Mantova La finta pazza Licori, in cinque
atti. L'opera è andata perduta, ma non le 23 lettere
di Monteverdi che si occupano diffusamente della composizione,
della struttura del testo poetico e dell'allestimento scenico
dell'opera: complesso di documenti raro e mirabile per l'acutezza,
la varietà e la profondità delle intuizioni
monteverdiane In tema di teatro musicale.
Ancora un'opera, di cui non ci resta che iI titolo, l'Armida,
composta nel 1628 su commissione della corte mantovana. Anche
dello stesso anno (e tutte perdute per noi) sono le musiche
di un Torneo per la corte parmense del Farnese, di
alcuni Intermedi, e della Prosperina rapita,
composta su libretto di Giulio Strozzi per le nozze di una
Mocenlgo con un Giustiniani. Di un Ulisse, di cui
da notizia una pubblicazione bolognese del 1630, non si hanno
più precise notizie: ma la cosa presenta un certo interesse
se collegata al problema dell'incerta attribuzione a Monteverdl
del Ritorno di Ulisse in Patria, ch'egli scriverà
dieci anni più tardi.
La tragedia di devastazione e di peste che nel 1630 si abbattè sull'Italia con l'arrivo dei Lanzichenecchi,
intervenuti nella lotta di successione al vacante trono di
Mantova e la terribile epidemia che colpì Venezia (46.000
furono i morti) dovettero, con tutta probabilità, indurlo
a realizzare un antico proposito per cui presumibilmente nel
1632 egli prese gli ordini sacri. La qualifica di "molto
reverendo" appare infatti per la prima volta nella stampa
del Gardano degli Scherzi Musicali a una e due voci,
comparsa In quell'anno.
Fino al 1638 non vi sono memorie di avvenimenti degni di
nota. Nel '38, Alessandro Vincenti pubblica i Madrigali
Guerrieri et Amorosi - Libro ottavo in cui sono contenute
alcune delle maggiori creazioni monteverdiane: iI Combattimento
di Tancredi e Clorinda, tra i madrigali "guerrieri"
e iI mirabile Lamento della Ninfa, a quattro voci,
tra i madrigali "amorosi." La raccolta sì
chiude con iI Ballo delle ingrate.
Del 1639 si ricorda una trionfale ripresa dell'Arianna al
Teatro S. Molsé. Nel 1640 compare una grande raccolta
di musiche religiose, che Bartolomeo Magni editore pubblica
sotto il titolo di Selva morale et spirituale.
Nel 1640 e '41, Monteverdi compone per i teatri veneziani
due opere, ambedue su libretto di G. Badoaro: Le nozze
di Enea con Lavinla (la cui partitura è andata
perduta) e II ritorno di Ulisse in patria, sulla
cui attribuzione tuttavia la critica non è del tutto
concorde.
Nel 1642, a 75 anni, Monteverdi presenta al Teatro Grimani
il suo ultimo capolavoro: L'incoronazione di Poppea,
su libretto del geniale avvocato veneziano Gianfrancesco Busenello,
spletatamente modificato e largamente tagliato dal musicista
che ha del teatro in musica un'intuizione infallibile: ed
è così che egli realizza iI prodigio di una
opera in cui si sintetizzano in perfetto equilibrio tutte
le più alte possibilità espressive del genio
monteverdiano.
Il 29 novembre 1643 Claudio Monteverdi morì di febbre
maligna nella Canonica di S. Marco. Fu sepolto con solenni
esequie nella Chiesa dei Frari. |