
dal Combattimento
di Tancredi e Clorinda
(Ottavo Libro dei Madrigali Guerrieri
e Amorosi) Venezia, Vincenti, 1638

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l Combattimento di Tancredi e Clorinda, che fa parte
dell'Ottavo Libro di Madrigali Guerrieri et Amorosi (Venezia, Vincenti, 1638), fu commissionato da Girolamo Mocenigo,
e venne eseguito per la prima volta in casa Mocenigo nel carnevale
del 1624.
Monteverdi si trovava a Venezia dal 1613, e nello stesso
anno fu nominato maestro di musica della Serenissima nella
cappella di San Marco, al posto di Giulio Cesare Martinengo.
Era ormai uno dei più celebri musicisti italiani, ma
col Combattimento ottenne un successo senza precedenti.
La ricerca psicologico-musicale monteverdiana è spinta
all'estremo: siamo ai primi accenni della vera musica imitativa,
presagio di impressionismo. Monteverdi adattò il madrigale
alle esigenze contemporanee e ne stabilì lo stretto
collegamento con il palcoscenico "in genere rappresentativo".
Come autore di teatro, nell'opera, nel balletto, nel divertimento
all'aperto, si dimostrò un musicista preminentemente
vocale; per quanto eccellenti e originali siano le sue sinfonie
e ritornelli, tuttavia è la musica vocale che lo configura
come un vero genio e come il padre dell'opera italiana. Monteverdi
rappresenta il momento di passaggio dalla polifonia pura alla
melodia e il lento ma inesorabile insorgere della voce superiore,
che si affermava come parte principale.
Con la sua formula teatrale che esige una precisa interpretazione
attraverso il canto e la mimica, il Combattimento segna una
data monumentale sia nella produzione monteverdiana che nella
storia della musica. Il testo di Torquato Tasso (La Gerusalemme
Liberata, Canto XII), colmo di violenza romantica, avrebbe
dovuto presentare difficoltà all'artista che fu essenzialmente
preoccupato dell'anima umana. Ma qui lo stile rappresentativo trova la sua più perfetta illustrazione, e la diversità
dei sentimenti e delle passioni trovano l'equilibrio nella
semplicità musicale impiegata da Monteverdi.
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Ecco
quanto scrisse Monteverdi per la Prefazione alla prima
edizione (1638) del Combattimento:
COMBATIMENTO DI
TANCREDI ET CLORINDA
Parole del Signor Torquato Tasso
«Combatimento in Musica di Tancredi
et Clorinda, descritto dal Tasso; il quale volendosi
esser fatto in genere rappresentativo, si farà
entrare alla sprovista (dopo cantatesi alcuni Madrigali
senza gesto) dalla parte de la Camera in cui si farà
la Musica. Clorinda a piedi armata, seguita da Tancredi
armato sopra ad un Cavallo Marrano, et il Testo all'hora
comincerà il Canto. Faranno gli passi et gesti
nel modo che l'oratione esprime, et nulla di più
né meno, osservando questi diligentemente gli
tempi, colpi et passi, et gli ustrumentisti gli suoni
incitati e molli; et il Testo le parole a tempo pronunciate,
in maniera, che le creationi venghino ad incontrarsi
in una immitatione unita; Clorinda parlerà quando
gli toccherà, tacendo il Testo; così Tancredi.
Gli ustrimenti, cioè quattro viole da brazzo,
Soprano, Alto, Tenore et Basso et contrabasso da Gamba,
che continuerà con il Clavicembalo, doveranno
essere tocchi ad immitatione delle passioni dell'oratione;
la voce del Testo dovrà essere chiara, ferma
et di bona pronuntia alquanto discosta da gli ustrimenti,
atiò meglio sii intesa nel ordine. Non doverà
fare gorghe né trilli in altro loco, che solamente
nel canto de la stanza, che incomincia Notte; il rimanente
porterà le pronuntie et similitudine delle passioni
del'oratione. In tal maniera (già dodici Anni)
fu rapresentato nel Pallazzo del'Illustrissimo et Eccelentissimo
Signor Girolamo Mozzenigo, mio particolar Signore. Con
ogni compitezza, per essere Cavaliere di benissimo et
delicato gusto; In tempo però di Carnevale per
passatempo di veglia; Alla presenza di tutta la nobiltà,
la quale restò mossa dall'affetto di essere statto
canto di genere non più visto né udito». |
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