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STRUMENTI MUSICALI

Strumenti a fiato

 

flauti

Suonatori di flauto traverso
Alfonso el Sabio, Cantigas de S. Maria,
XVIII secolo, Escorial, Biblioteca del Monastero di S. Lorenzo, Ms. B.I.2. Miniatura

L'autr'ier en mai, un matinet,
M'esveillerent li oiselet,
S'alai cuillir un saucelet,
Si en ai fait un flajolet.

(L'altro ieri in maggio, un mattino, mi svegliarono gli uccellini, presi allora un ramoscello, e ne feci un flagioletto).

Così canta il troviere Colin Muset nel XIII secolo, mostrandoci poeticamente tutta la suggestione evocativa del suono del flauto, che gli antichi tentarono di fissare già nel nome dello strumento: flauto dolce in Italia, flùte douce in Francia, recorder in Inghilterra, quest'ultimo termine probabilmente dal latino recordare: strumento e suono legato al ricordo.

Il flauto diritto possiede di regola otto fori per le dita: uno per il pollice della mano sinistra e sette fori anteriori, tre per la mano sinistra e quattro per la destra. Tale impostazione della diteggiatura prevede la parziale apertura del foro retrostante per ottenere gli armonici superiori e quindi le note acute dello strumento. In epoca medioevale abbiamo scarse testimonianze iconografiche per la maggior parte assai imprecise sulla reale diffusione di un simile strumento, familiare invece nell'epoca successiva; più diffusi invece flauti a sei fori anteriori i quali utilizzano una semplice variazione di pressione del fiato per ottenere l'intera estensione.

 

 

STRUMENTI
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Salterio
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Fiati
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Organo

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