Hugo van der Goes,
Sir Edward Bonkil (ca. 1480) |
L'organo è senza dubbio lo
strumento musicale più complesso dell'epoca medioevale
per i numerosi problemi costruttivi connessi al sistema di funzionamento
che prevede:
- la tastiera, a cursori o a tasti, che comanda una serie di valvole
sotto pressione, ognuna delle quali è collegata a una canna;
- la camera d'aria a tenuta stagna, detta somiere, nella quale
sono collocate le valvole, nonché il gioco di leve e tiranti
che collega la tastiera alle valvole, permettendo la loro apertura
e chiusura e producendo così i suoni;
- le canne o tubi sonori di legno, piombo o stagno;
- uno o più mantici per l'approvvigionamento dell'aria
necessaria alla produzione del suono.
Inizialmente ad uso profano, l'organo assume nel tempo un importante
ruolo nelle funzioni religiose divenendo lo strumento privilegiato
all'interno delle chiese. Lo sviluppo in ambito liturgico favorisce
la sperimentazione e il perfezionamento di nuove tecnologie. Alla
fine del millennio le dimensioni degli organi vengono adeguate
a quelle delle immense cattedrali gotiche: l'organo del monastero
di Winchester, costruito dopo la metà del X secolo, era
dotato di 400 canne, 2 tastiere e 26 mantici azionati da "settanta
forti uomini"; il suono ottenuto era talmente potente che,
secondo le testimonianze di un contemporaneo, i fedeli erano costretti
a coprirsi "le attonite orecchie con le mani, incapaci di
avvicinarsi e di sopportare quel suono".
Con il graduale avvento della "moderna tastiera", in
sostituzione del rozzo sistema dei cursori , l'introduzione dei
registri, che permetteva di far suonare contemporaneamente i vari
ordini di canne con conseguente varietà di suoni, e il
perfezionamento dei mantici, l'organo diviene strumento sempre
più diffuso e adattabile a svariate esigenze musicali:
non è raro, ancor oggi, ascoltare, e ammirare per le preziose
decorazioni, il suono di antichi organi, in qualche caso risalenti
all'epoca rinascimentale, anche in piccole chiese di provincia
o di campagna. |