Suonatori
di flauto a tre fori
Alfonso el Sabio, Cantigas de S. Maria,
XVIII secolo, Escorial, Biblioteca del Monastero di S. Lorenzo,
Ms. B.I.2. Miniatura |
Nata anch'essa come strumento di
segnalazione, la tromba naturale o chiarina si rivelò adatta
anche per un uso artistico: la grande lunghezza del tubo sonoro
permetteva ai suonatori più esperti di articolare, esclusivamente
per mezzo delle labbra, melodie piuttosto complesse utilizzando
i suoni armonici acuti dello strumento, operazione che con la
tromba attuale viene eseguita con l'aiuto di tre valvole a pistone
che variano la lunghezza del tubo sonoro.
Non sono sopravvissute melodie medioevali per tromba, ma ciò
non sorprende dal momento che ci troviamo di fronte a un'arte
i cui segreti venivano trasmessi soltanto oralmente e conservati
gelosamente all'interno di una corporazione professionale riconosciuta
e tutelata.
Possediamo solo una testimonianza indiretta sull'abilità dei
suonatori più esperti i quali formavano un'apposita categoria
all'interno della stessa corporazione: tali divisioni di competenze
erano così rigide che quando un esecutore di livello inferiore
si permetteva di suonare le note più acute o le melodie, invadendo
così la professionalità dei suoi colleghi riconosciuti
come più esperti, poteva essere punito con multe salatissime
o pene più gravi, fino alla fustigazione.
A partire dalla chiarina, nel tardo Medioevo si afferma un altro tipo
di tromba nella quale l'intonazione delle note viene effettuata variando
la lunghezza del tubo sonoro. Denominata tromba "da tirarsi",
in riferimento alla sua principale caratteristica, essa adotta un principio
che verrà successivamente applicato a uno strumento di più
grandi dimensioni, il trombone, le cui linee essenziali, anch'esse elaborate
nel corso del XV secolo, sono rimaste sostanzialmente inalterate fino
a oggi. |